Errare è umano, aka Il semaforo impazzito di piazzale Flaminio

ovvero, come fare male una cosa buona

Due giorni fa, più precisamente la mattina del 14 luglio, è stata modificata la temporizzazione dei tre semafori di Piazzale Flaminio.

Il risultato, neanche a dirlo, è stato disastroso.

Il traffico è quintuplicato, con file che partono da Piazza Risorgimento per tutta via Cola di Rienzo e dintorni, fino al semaforo pedonale.

In direzione opposta, se possibile, la situazione è drammatica. La fila parte da Castro Pretorio (e credo anche prima) e arriva ovviamente al suddetto semaforo.

Quand’è che in questa città si comincerà a usare il cervello prima di fare le cose. Un semaforo che tra il bene e il male ha dato pochissimi problemi nell’ultimo anno, oggi è il demonio in persona.

Chiedo all’amministrazione, quanto ai vigili, quanto all’ATAC di agire nell’immediato per il ripristino delle vecchie temporizzazioni.

Carrefour di Assago – Intolleranza verso un figlio autistico

Riprendo da ByoBlu ( http://www.byoblu.com/559c7b7f-… )

Quando avere fretta prende il sopravvento sul tempo, sul nostro tempo, è un brutto segno. Quando una civiltà perde il rispetto per il sacro, è un brutto segno. Un bruttissimo segno. Quando neppure a un bambino è concesso di sognare, perché non c’è tempo, allora è proprio finita.

Chi non ha rispetto neppure per un bambino, non è più un uomo. E non è più una donna.
Non è più niente.

Barbara è la mamma di un angelo biondo. Alexander ha quattro anni e mezzo. E’ un tipo taciturno. I dottori lo chiamano autismo, ma le parole sono illusioni …

6 ore al San Camillo

Sono reduce da una lunga attesa al pronto soccorso del San Camillo di Roma.

E non è tanto che sento ancora addosso la puzza dei quattro barboni e dei due zingari che mi erano seduti accanto o l’attesa di ben sei ore passate su scomode sedie di plastica, quanto l’assoluta mancanza di comunicazione con lo staff ospedaliero.

Una frattura del femore a 86 anni penso sia una cosa abbastanza grave quanto comune per un anziana. Se una persona strilla appena la si muove, qualcosa sotto c’è.

Continue reading

Ipotesi di rinvio per la Class Action in Italia

Poi dici che non ti incazzi. Quelli del centro sinistra mezza legge hanno fatto (quasi) bene e lord casco de Milano2 ha già pensato bene di cancellarla.

Andrea D’Ambra mi scrive un comunicato nel quale si mette in evidenza che la Class Action, l’unica legge che potrebbe dare qualche potere ai cittadini, sembra destinata a morire sul nascere.

[...] Generazione Attiva esprime la propria netta contrarietà all’ipotesi di rinvio o cancellazione della legge sulla class action [...] prevista per il prossimo 29 Giugno.

Update: (Invito tutti a votare il sondaggio proposto da Altroconsumo sull’argomento)

da Wikipedia
Se delle modifiche o “ritocchi”, come li definisce il Ministro (Scajola ndr), devono essere effettuati, questi non ostano sin d’ora all’entrata in vigore di una prima versione che poi potrà essere consolidata e rafforzata, in direzione di quella che è la vera Class Action in vigore negli Stati Uniti, non invece indebolendola o cancellandola come invece si sta facendo sottostando alle pressioni che arrivano da Confindustria attraverso la presidente Marcegaglia.
La Class Action (o causa collettiva) potrebbe essere un ottimo strumento in mano ai cittadini, consumatori e risparmiatori italiani contro gli innumerevoli soprusi e vessazioni che quotidianamente sono costretti a dover subire.
Per evitare che i cittadini ne siano sottratti Generazione Attiva lancia sin d’ora un forte appello all’Unione Europea attraverso la Commissaria alla tutela dei consumatori Kuneva perché, attraverso una direttiva, inserisca tale istituto giuridico all’interno dei confini europei.

Generazione Attiva
Associazione in Difesa dei Cittadini e dei Consumatori
www.generazioneattiva.it

Se risento Tremonti dire che le banche dovranno sacrificarsi gli sparo un mandarancio-bomba addosso.

A cosa mi serve Repubblica.it?

E poi c’è gente che dice che Beppe Grillo non ha ragione ad indire un referendum sull’abolizione della casta dei giornalisti.

Lacchè del potere, a partire da Repubblica.it, il vero giornale del potere della sinsitra.

Dal 15 al 27 aprile il sito di Repubblica.it ha riportato in home page notizie e articoli, anche corposi, sul V2-Day indetto da Beppe Grillo. Da oggi totale scena muta. Nessun trafiletto riportante le oltre 450.000 firme raccolte.

Ho già espresso in alcuni blog le mie perplessità sulla buona condotta di questo giornale, che mai come in questo caso, ha cercato di spingere i sostenitori di Serenetta Monti verso Rutelli. Non esplicitamente ma ricorrendo ad operazioni di marketing spicciolo, come quello di chiedersi “‘sto 3% di grillini per chi voterà al ballottaggio?

Non avrei votato per Rutelli, né tanto meno (di principio) per Alemanno ed infatti non ci sono proprio andato.

Personalmente ho rimosso il segnalibro di Repubblica.it dai preferiti.

Penali slot machine annullate: 98 miliardi di euro in fumo

video_poker.gif

Apprendo oggi da Aghost che il TAR ha annullato tutte le penali per l’evasione, da parte dei gestori di slot machine e video poker, di 98 miliardi di euro di tasse non pagate.

Il fisco quindi si è visto sfumare nel nulla l’equivalente di ben 10 finanziarie. Complimenti ai giudici che hanno decretato la sentenza. Spero vi siano ricorsi, perché io, quei 98 miliardi di euro, non li voglio tirare fuori. Neanche un centesimo, visto che non ho mai giocato al video poker.

Parkinson, staminali e libertà di ricerca

Ricarca di laboratorioE’ di oggi l’articolo di Repubblica che riporta l’ultimo traguardo della scienza medica per combattere il morbo di Parkinson. Ancora non ci sono possibilità concrete sull’uomo, poiché non è possibile ottenere ad oggi staminali embrionali umane con il metodo del trasferimento nucleare, però la strada è buona.

Leggo da New York “Dai topi una speranza per contrastare il morbo di Parkinson. Nonostante il veto della Chiesa cattolica.”

Già perché – nonostante non faccia politica – lo Stato del Vaticano ostacola spesso il progredire della ricerca e mina il libero arbitrio dell’uomo. Ricordo, oltre all’attuale e strumentalizzata legge 40 sull’aborto, il referendum sull’uso di cellule embrionali per la ricerca in Italia. Un referendum truccato, assolutamente da ripetere con regole più idonee.

Quand’è che la Chiesa accetterà il progresso? Da Galileo ad oggi sembra cambiato ben poco nelle strategie del Vaticano. Solo quando ormai il processo di evoluzione è inevitabile e/o compiuto che la Chiesa si ricorda di accettarlo.

L’articolo si conclude con una nota, a mio avviso interessante. “La Chiesa cattolica continua ad opporsi alla clonazione per motivi terapeutici e alla conservazione e all’uso delle cellule staminali per motivi scientifici. Le polemiche raggiunsero il culmine quando Dolly nacque in laboratorio. Di recente è stata trovata una strada alternativa a quella degli embrioni: creare cellule staminali embrionali riprogrammando, cioè facendo tornare bambine, normalissime cellule adulte. Lo stesso papà di Dolly, Ian Wilmut, si è dichiarato a favore di quest’altra tecnica ‘etica’ per creare staminali embrionali.”

Mentre la scienza accetta le ipocrisie classiste e conservatrici della religione e cerca addirittura di trovare una soluzione quanto più etica possibile per il bene comune, altre entità pseudopolitiche (non solo la chiesa cattolica) non accettano alcun tipo di cambiamento e di compromesso, anzi, forse vogliono farci tornare indietro di qualche decennio.

La stupidità deriva dall’avere una risposta per ogni cosa. La saggezza deriva dall’avere una domanda per ogni cosa.
Milan Kundera

L’ingiustizia dell’uomo

“L’essere umano è un virus, un’infezione estesa, che consuma ogni risorsa, un fottuto parassita della terra, un parassita delle emozioni dei pochi sani rimasti, o dei pochi che ancora sognano e vogliono vivere. Combattono tutti ogni giorno, per avere più potere, per avere più soldi, voce in capitolo o visibilità…”, recitava l’agente Smith di Matrix ad un moribondo Morpheus.

Non riesco ad essere indifferente di fronte a questo articolo di Beppe Grillo. Centinaia di ignari delfini si avviano ad una morte certa, pur di sottrarsi ai sonar di un sommergibile americano.
Tendo per quanto mi è possibile a non pubblicare e a non parlare dei post del Beppe, ma questo mi ha colpito molto, pur essendo di qualche giorno fa.

E noi qui a parlare di metodi nazisti contro gli immigrati, ma non di italiani che investono immigrati o dell’Iran che rimane un pericolo secondo Bush, ma non del fatto che gli Stati Uniti hanno una riserva di gas di soli 8-9 anni mentre l’Iran ha il secondo deposito al mondo dopo la Russia.

Cosa succede intanto a Capoverde nella totale indifferenza delle organizzazioni? Muoiono centinaia di innocenti esseri viventi, che nulla hanno mai fatto contro l’uomo e mai lo faranno nei millenni a venire. Anche fosse, ce lo saremmo vivamente meritato, e per la brama di potere e per la ignavia che caratterizza noi tutti.

Xenofobia e giornalismo impazzito

Cosa accadrebbe se un rumeno investisse un mamma con 2 figli, riducendola in fin di vita? Tutti a correre con le fiaccole in mano. E se accadesse il contrario?

E’ accaduto e i giornali hanno fatto scena muta. Per fortuna esiste ancora una internet libera da vincoli di censura che ne parla.

Ormai solo la rete di blogger sparsi per il mondo da la possibilità di reperire una informazione reale ed attendibile. Come il blog di Gennaro Carotenuto. Leggetevi questo importante post su una storia vera prima di continuare.

Continue reading

Imbavagliare Internet, per sempre

La legge Levi-Prodi non va presa sotto gamba. Non deve essere messa da parte dopo qualche giorno di notizie. Deve essere assolutamente annullata.

Come riportano nei loro (per ora) liberi blog Beppe Grillo o Spataro, ma anche giornali come Repubblica (con un botta a risposta col governo) e Ansa (in maniera molto più blanda), si tratta di un disegno di legge che non da scampo, dell’ennesimo insulto alla libertà di espressione e di stampa in Italia.

Come suggerisce bene Spataro il problema risiederebbe proprio nella formulazione della legge:

“qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso”

Mentre nell’intervista di Repubblica il governo sostiene, con una faccia davvero impressionante, di voler “promuovere riforma del settore”.

Senza sapere, ovviamente, di cosa stiamo parlando. Internet è nata libera.

I nostri finti politici hanno capito che la rete permette di scegliere. Scegliere di non vedere il telegiornale fazioso, di ascoltare le voci fuori dal coro e di pensare con la propria testa, anche riguardo al marasma della politica.

Come sempre il solo a dare uno spiraglio di speranza è Antonio Di Pietro, che dal suo post esprime un netto rifiuto per questa infamia moderna.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.