Piano Urbanistico per Roma – Overview

RomaEd ecco dopo tanto tergiversare il PUR, il mio primo Piano Urbanistico per Roma. E’ un’idea che da tanto mi gira nella testa e che ora metto per iscritto nella maniera più ordinata possibile.

Sarà presentata a puntate e soggetta a variazioni continue, soprattutto con il contributo dei vostri commenti e di quei suggerimenti che proverranno dai siti del progetto delle RETE dei Blog Romani.

Iniziamo con la spiegazione di quello che voglio ottenere con questo primo PUR.

Roma è una città grande, sempre più ampia nel territorio e sempre più popolosa. Da un paio di anni ormai si è avviata verso la sua fermata conclusiva. Tra qualche anno suppongo si arriverà al collasso dei servizi, il che comporterà un abbassamento della richiesta di lavoro, la mobilità sarà in stallo definitivo, il costo della vita – cibo e case in primis – sarà proibitivo per la maggior parte delle persone.

Risultato: Roma si spopolerà, portando i cittadini esasperati verso realtà lavorative migliori. (meglio dirà qualcuno, ma non è così)

Con il primo PUR si vuole migliorare uno degli aspetti negativi della capitale, se non il più importante: gli spostamenti casa-lavoro. I cittadini hanno il diritto di arrivare sul luogo di lavoro in tempi certi e non massacrati fisicamente e mentalmente dal traffico.

Per spostarsi da casa al lavoro e viceversa, dentro e fuori la Capitale, il tempo medio è di circa 1 ora (per viaggio). La media è semplice: c’è gente che impiega anche 2 ore con i mezzi pubblici, 1 ora con l’auto e gente che con lo scooter impiega anche mezz’ora per recarsi al posto di lavoro. E non dipende dalla distanza casa-lavoro, ma dal percorso. Se abiti nel quadrante sud-ovest per esempio e hai a che fare con il Viadotto della Magliana, la tua ora e mezza di traffico quotidiano (per viaggio) non te le toglie nessuno.

L’idea del PUR è quella di dare dei tempi omogenei per tutti i romani e con tutti i mezzi di trasporto di circa 15-30 minuti (scooter esclusi, ovvio) .

Anche se sembra un’utopia, se viene da pensare “sì ok, fosse così semplice l’avrebbero già fatto”, vi dico solo che il traffico è business per le aziende petrolifere e appaltatrici di lavori stradali ed è una carta sempre vincente per i futuri assessori/sindaci.

Nel prossimo post presenterò l’elenco dei principali punti del progetto.

 

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14 Risposte

  1. Dio santo… ti sei messo in un bel casino 😉

  2. Perchè? Troppo ambizioso?
    Voglio solo raccogliere delle idee e dei suggerimenti. Poi si vedrà

  3. Intanto si potrebbero dotare i quartieri di percorsi ciclabili che consentano a chi abita a non piu’ di 4/5 km dal lavoro di spostarsi in sicurezza.
    Inoltre i percorsi ciclabili possono essere sfruttati dai ragazzi per andare a scuola (mettendo lo zaino sul portapacchi) e dalle casalinghe ed anziani per fare la spesa (cestino porta spesa), recarsi alla posta ecc.
    In questo modo si toglierebbe di mezzo il traffico locale, che in quartieri del centro e della prima cerchia creano non poca confusione anche sulle consolari.
    Alla lunga potrebbe portare anche a capire che se un tagliano della moto o scooter costa 200 euro e per l’auto di piu’, in piu’ ci aggiungi i vari bollini e revisioni (per chi li fa’)… una bici da decathlon costa 99 circa…
    Anche per il traffico a lunga gittata non c’e’ speranza se non quella di ridurre i mezzi privati a vantaggio di quelli pubblici.
    Forse occorrerebbe azzardare una settimana ecologica in cui a Roma si circoli SOLO con i mezzi pubblici e bici.
    E poi tirare le somme.
    Ma temo che le varie lobby non consentiranno nulla del genere…

  4. oops!
    tagliano=tagliando

  5. Mi piace molto l’idea del tragitto casa-lavoro di 4/5km, in sicurezza visti le ultime tragiche notizie di questa estate.

    Questa la metto dentro la lista.

    Proprio l’altro giorno parlavo con un mio amico, Giacomo, del fatto che le pubblicità a tonnellate di automobili non fanno altro che aumentarne il numero, con conseguente peggioramento della viabilità. Se riducessimo da 1 su 3 a 1 su 10 gli spot forse qualcosa cambierebbe. Non si produrrebbero dei falsi miti

  6. ALLORA.

    PRIMO. APODITTICO. INCONTROVERTIBILE. DECISIVO. FACILE (A PAROLE)

    CHIUDERE IL CENTRO STORICO, MA CHIUDERLO DAVVERO.

    Roma soffre per la sua asfissia dei mezzi pubblici.

    In ogni altra grande capitale del mondo nessuno pretende di usare la macchina per andare al centro per lavoro.

    Il fatto è che nessuno, ma proprio nessuno deve avere diritto. E lo dico da abitante del centro.

    Nemmeno io debbo poter entrare perchè ho bagagli pesanti.

    No. Nemmeno scooteroni, motorini, moto e minicar. Solo autobus e taxi. Piedi e pedali per gli sportivi.

    Anche i politici, il Papa e i turisti devono adeguarsi.

    Ovvio che i prezzi debbano dimezzarsi rapidamente delle corse gialle e che basti alzare un braccio (come a manhattan) per trovare un taxi.

    Ovvio che carico e scarico negozi ed esercizi sia possibile solo di notte.

    Ovvio che si debbano costruire tanti parcheggioni stile LUDOVISI in ogni punto strategico delle zone adiacenti l’ingresso.

    Ovvio che non ci possano essere scuse per alcun privilegiato.

    Ai falsi invalidi si toglie la patente. Secca. Senza possibilità di riprenderla.

    Il giorno che l’italiano (romano emblematico) capirà che NON DEVE PRENDERE LA MACCHINA ma il MEZZO PUBBLICO perchè arriva prima e non deve parcheggiare, saremo liberi.

    E datemi retta.

    Ci arriveremo.

  7. Caro Bisco ho letto il tuo post, mi sembra interessante, molto, e sono curiosa di vedere lo svilupparsi di questa idea

    io proporrei innanzitutto di rendere le biciclette disponibili a tutti (ci sono infatti delle case che non hanno cantina e allora la bici è meglio noleggiarla che lasciarla davanti all’uscio)

    perchè non si attiva il servizio tipo Velib a Parigi? (e Brussel e Barcelona con altri nomi)
    cliccate sul mio nome..

    spunto: le madri con bambini piccoli pero’ senza macchina/posto per portare passeggino/cambi pannolini, ecc come si spostano? magari per raggiungere i genitori o suoceri che abitano da altre parti di roma o fuori non raggiunte dai mezzi? o quando c’è sciopero o quando ci sono altri problemi che i mezzi non si possono prendere

    se chiudi tutto poi è una prigione

    scoraggiare molto si’ ma lasciare degli spiragli di vita e mobilità

    io chiuderei agli autobusoni enormi e anche a quelli nuovi fatti da poco coi percorsi della roma cattolica o il 101 enorme rosso

    ai mega suv che strainquinano, magari..

    o farei delle tasse..scoraggianti..

  8. Grazie per le numerose risposte/proposte. Le inserirò quasi sicuramente nei successivi post.

    Quello che andrò sicuramente ad analizzare è il costo di questo piano. Ho fiducia nell’idea di portare avanti un discorso di equilibrio tra servizi, costi comunali e pagamenti dei cittadini.

    Sono convinto che se un servizio funziona, lo paghi volentieri. Se ti fa schifo lo prenderai sempre per quello che è.

    Pagare 1 euro (o 1,5 euro fra un po’) senza avere un servizio decente è comunque troppo.

  9. Mi permetto di ricordarti quella discussione che abbiamo fatto tempo fa quando si parlava del traffico nelle vie periferiche di Glasgow dove avevano adottato delle regole :
    – su ogni corsia viaggano macchine a seconda del numero di passeggeri:
    * una macchina con un passeggero su una corsia
    * una con due o più passeggeri sull’altra

    In questo modo si incentivano le persone a viaggiare in comune diminuendo il numero di macchine sulla strada. L’esperimento credo abbia portato vantaggi sia ai primi che ai secondi.

    Ovvio che non si deve barare e prendere la corsia più veloce… ma questo è il vero problema di questo tipo di proposte qui in Italia e a Roma… In inghilterra non se lo sognerebbero neanche di barare… qui da noi, si sa, vince il più furbo…

    E cmq la vera ed unica soluzione sta nei mezzi pubblici e nella chiusura del traffico (ad eccezione di polizia, ambulanze, etc etc) magari facendo pagare l’ingresso con delle proporzioni relative al motivo per il quali si deve entrare nel perimetro urbano.

  10. Si ricordo di aver letto la notizia e che effettivamente i tempi risultavano migliorati per entrambe le corsie.

    A Roma si devono obbligatoriamente mettere le telecamere o degli ausiliari che controllino il corretto uso delle corsie preferenziali. Altrimenti ci sarà gente che porterà con se un fantoccio.

    Cmq anche all’estero occorrono mezzi drastici per fermare i furbi. http://it.youtube.com/watch?v=kG6w3BeWooY

  11. @ martina: Se chiudi tutto è un prigione. Così invece siamo liberi?

  12. […] Recenti RondoneR on Piano Urbanistico per Roma – O…superbisco on Piano Urbanistico per Roma – O…Amsis on Piano Urbanistico per Roma – O…superbisco […]

  13. 1° Grazie per aver postato sul nostro blog
    2° Grazie per aver messo il nostro link sul tuo blog, ricambieremo

    3° Guarda ne giriamo di blog eh…, ma è il primo che leggiamo che non parla di utopie o attacchi politici, ma PROPONE, bene ottimo lavoro.

    Ci piacerebbe scrivere un articolo intero su questo tema, ma sul nostro blog andiamo fuori tema…o forse in futuro ne faremo uno di paragone??!.Con chi?
    Con le due città che conosciamo come Roma; Tokyo e Londra.

    I tuoi punti sono apprezzabili ma prima di fare qualunque cosa bisogna potenziare i mezzi pubblici, sono al collasso quasi, se il 30% dei romani lasciassero la loro auto per andare a lavoro la metro chiuderebbe e le file agli autobus
    sarebbero lunghissime la rete non c’e la fà è sottodimensionata in proporzione all’espansione della città.
    Questa è una realtà seria da considerare.

    Ci piacerebbe parlare delle trasformazioni immediate a zero costo che si potrebero fare…ma quanto scriviamo ??? ^_^

    bell’argomento interessantissimo!!!

  14. Grazie mille.

    La mia idea parte proprio dal raddoppio dell’attuale flotta di mezzi pubblici di superficie. Soprattutto quelli che collegano le periferie/raccordo.

    Creando una rete seria si potrebbe costringere (benevolmente) la gente a prendere l’autobus per fruire di un servizio, e non di un disservizio (come succede oggi): vetture sporche, frequentate da zingari che non pagano indisturbati, troppo affollate e con i finestrini sempre aperti (così quando fa caldo l’aria condizionata – se accesa – si disperde, quando fa freddo ti arriva la botta d’aria in faccia, e quando piove muori di asfissia)

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