Carrefour di Assago – Intolleranza verso un figlio autistico

Riprendo da ByoBlu ( http://www.byoblu.com/559c7b7f-… )

Quando avere fretta prende il sopravvento sul tempo, sul nostro tempo, è un brutto segno. Quando una civiltà perde il rispetto per il sacro, è un brutto segno. Un bruttissimo segno. Quando neppure a un bambino è concesso di sognare, perché non c’è tempo, allora è proprio finita.

Chi non ha rispetto neppure per un bambino, non è più un uomo. E non è più una donna.
Non è più niente.

Barbara è la mamma di un angelo biondo. Alexander ha quattro anni e mezzo. E’ un tipo taciturno. I dottori lo chiamano autismo, ma le parole sono illusioni …

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10 Risposte

  1. Complimenti alla signora Barbara che nel giro di pochissimi giorni è riuscita a montare un caso incredibile su un evento che sembra una gran bella montatura, a vantaggio probabilmente della signora stessa che sta chiedendo i danni al Gruppo Carrefour.
    Persone che erano lì nello stesso momento in cui la signora dice di aver subito chissà quale umiliazione possono testimoniare che non c’è stato nulla di tutto questo.
    E anche la logica ci viene in aiuto: secondo voi in pochi secondi qualcuno può accorgersi di un eventuale autismo di un bambino in mezzo ad una folla di altri bambini e di conseguenza discriminarlo? avete provato ad andare in un centro commerciale quando c’è un evento con la presenza di numerose famiglie con figli?
    Inoltre le persone che fanno lavori di questo tipo come il fotografo o le hostess, secondo voi sono lì per urlare e sbraitare contro i clienti ai quali è destinato proprio il loro lavoro???
    Mi appello al buon senso delle persone che sono state investite da questa storia e vi chiedo di riflettere su come abbia fatto questa signora in così poco tempo e con così tanta dedizione a montare un caso del genere (sembra di mestiere si occupi di web!) e con quale scopo??? certo la denuncia fa piacere a certe persone come fine a se stessa, ma cosa sta chiedendo la signora a Carrefour?
    nella speranza di poter ristabilire un minimo di realismo
    cordiali saluti

  2. Anche io voglio fare i complimenti alla signora Barbara per come è riuscita a montare, nel giro di pochi giorni, un caso così incredibile. Ma non come pensi tu, simona.

    Al momento la signora ha più volte esplicitato di non voler ricevere risarcimenti, né morali né altri. Bensì che venisse data attenzione al caso e nell’ultimo post di dare risalto all’autismo in generale.

    Cosa perfettamente riuscita, non credi? Ogni dubbio è lecito, ma ciò non significa che siamo nell’irrealtà.

  3. Vergognati Simona,ti dico solo questo.

  4. simona mi appello al tuo buon senso: evita di esprimerti, non solo su cose che non conosci ma proprio in generale.

  5. simona

    tu parli come la peggiore delle persone arroganti, tu rappresenti bene (disgraziatamente per noi) quello contro cui le persone come Barbara lottano ogni giorno. Ovvero il pregiudizio, la malignità, la negazione.

    Il poco tempo nel quale si è creata la rete di solidarietà dovrebbe insegnarti che per fortuna, non tutti stiamo a puntare il dito con così tanta protervia come te. Che per fortuna, esistono persone che non stanno a spulciare gli interessi come fai tu.

    Chi pensa male, parla male, vive male, scrive male.

    Vai a sfogare il tuo livore altrove.

  6. simona, hai toppato, e di brutto.
    perché potevi esporre i tuoi dubbi in maniera educata, civile, senza fare accenno ai soldi -che Barbara ha sempre detto di non volere e se avrà qualcosa lo devolverà pro ricerca sull’autismo- e Barbara avrebbe replicato alle tue obiezioni o domande in maniera specifica e altrettanto educata. così ti fai solo mandare a f……o.

    ho lavorato molti anni in un ipermercato e so benissimo cosa voglia dire il sabato pomeriggio in quei posti: rumore, luci, persone, odori.
    tutti, TUTTI abbiamo avuto l’esperienza del bambino che urla a squarciagola di corsia in corsia trapanandoci le orecchie ma non ci siamo mai permessi di criticare quei genitori che portano gli ossessi al supermercato, mentre un bimbo affetto da autismo esprime il suo disagio con immobilità e sbigottimento.

    Quindi, da addetta ai lavori, la prossima volta dai giù su quei disgraziati che portano dei piccoli attila a fare la spesa il sabato pomeriggio, invece che su un piccolo che ha come terribile colpa di esser rimasto a farsi gli affari suoi senza pesare su nessuno. perché per mia esperienza l’autismo è anche questo: farsi gli affari propri.

    sullo sbraitare contro il piccolo: tu c’eri? hai assistito? hai visto? chi ti ha riferito, è intervenuto? è andato al banco accetazione a lamentarsi per come viene trattato un cliente?
    hai una vaga idea che nei supermercati il cliente ha sempre, SEMPRE ragione, anche se lo trovi che si sta mangiando un pacchetto di patatine e usando i kleenex? lo sai che lo stipendio dei supermercatari lo pagano i clienti e quindi anche se ti becco a usare la carta igienica ti devo chiedere con gentilezza se hai la carta fidaty così ti metto i punti del rotolo?

    un ultimo appunto, Simona: gallina che canta ha fatto l’uovo e chi pone certi appunti con un certo tono è perché ha la coscienza sporca: quante volte hai provato a lanciarti il carrello sulle caviglie così chiedevi i danni?

  7. @simona

    Ma tu il video l’hai visto?
    Barbara ti pare abbia usato toni da “mi avete danneggiata e ora mi ripagate!”?

    No, credo tu non l’abbia visto. E mi auguro vivamente che tu possa non incrociare mai sulla tua strada bambini con problemi e familiari relativi. Risparmieresti a tutti sofferenza, con il tuo atteggiamento arrogante e saccente.

  8. Appena ho letto le parole “Carrefour di Assago” mi è venuto un brivido.
    Ipermercato in iperperiferia di ipercittà. Il tutto ipertriste.

    Una volta, nelle sagre di paese, si aspettava in piazza lo “scemo del villaggio”, e ciò che faceva o diceva diventava una specie di evento, ma c’era sempre una sorta di “rispetto”.

    Ciò che mi rattrista è vedere come siamo riusciti a perdere anche quel po’ di rispetto, come in un evento idiota come quello descritto ci sia anche chi in nome della fila e dell’ avanti il prossimo riesca a far sentire di merda un bambino e sua madre. E come gli altri partecipanti, rimbambiti e più “autistici” del bambino in questione non rilevino quello che sta succedendo, anzi si mostrino infastiditi dal ritardo.
    Fossi stato lì, avrei dato fuoco a tutto il baraccone, “Saetta” compresa e avrei spaccato la macchina fotografica in testa all’imbecille. Altro che danni, li avrebbero chiesti a me, i danni.

    Signora Barbara, senta a me. Stia lontana dagli eventi di questo tipo, e spieghi a suo figlio che Cars esiste solo in televisione ed al cinema. Gente così, semplicemente, non merita nemmeno di vedere il viso del suo bambino.

  9. La “signora” simona sembra avere la coda di paglia. Cosa ci suggerisce esattamente, che i disabili girino con una fascia al braccio con un bel simbolo che li distingua dagli altri? L’intolleranza e la discriminazione non sono accettabili in qualsiasi circostanza, neanche nei centri commercialli affollati, mi creda!

  10. Il fotografo e tutto lo staff del centro commercoale devono solo ringraziare che quel giorno nn c’ero io altrimenti la macchina fotograficaglie la facevo mangiare…

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