I Romani e l’irrinunciabile voglia di “starci”

Natale

E’ Natale, siamo tutti più buoni e bla bla bla e anche se a detta dei TG non si fanno più regali, a me non sembra vi sia in giro tutta questa morìa delle vacche. Piuttosto sono i prezzi dei regali che ormai hanno toccato uno standard fuori controllo. Se non spendi almeno 100 euro per una cazzata sei un purciaro, come se fosse il prezzo ad indicarne il vero valore.

Comunque è Natale e si fanno i regali. Così i Romani si armano di tutto il loro poco tempo a disposizione e via per centri commerciali e negozi!

Luci e striscioni colorati come nel migliore dei film della Disney anni ’70.
Centri commerciali presi d’assalto, file di un’ora solo per trovare uno stramaledetto posto auto e litigi in macchina sul “che cazzo ci siamo venuti a fare qui, guarda che casino” e sul “te l’avevo detto che era meglio l’altro centro commerciale!”.
Tutte le strade e i negozi più commerciali della Capitale sono invasi da migliaia di persone. Come vanno? A piedi o in autobus in molti e una modesta quantità in macchina; modesta sì, ma largamente sufficiente a bloccare il già congestionato traffico romano.

E così dall’8 al 24 dicembre sono costretto a sorbirmi tutti i giorni il doppio della fila quotidiana per tornare a casa, causa quattro idioti parcheggiati in doppia fila. Ma noi romani dobbiamo starci, in tutti i sensi: esserci e sopportare.

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Scioperi, benzina e treni

sciopero_trasporti

Blocco revocato. Finisce il primo vero grande sciopero degli ultimi 20 anni (che ricordi) e si riparte tutti in marcia verso la solita routine quotidiana. Non è stato uno sciopero alla francese ma comunque si è rivelato molto “convincente”. Ancora non ho capito bene cosa chiedevano e cosa hanno ottenuto (avete sentito un TG parlarne chiaramente?), ma sembra tutto risolto.
Un po’ mi dispiace, devo ammetterlo. L’idea che non ci sarebbe stata benzina nei prossimi giorni un po’ mi preoccupava, un po’ mi rendeva fiero della mia totale convinzione di cambiare le strategie di rifornimento energetico.

I più di noi infatti hanno sentito la mancanza dei rifornimenti sulle proprie vetture. Se manca la mozzarella o la busta di insalata, poco male. Ma se manca la benzina, l’Italia è in ginocchio. Da questo sciopero si dovrebbe capire solo una verità: la dipendenza dalla benzina provoca soltanto disagi. Inoltre, abbiamo bisogno di un sistema di trasporto ben più moderno, con fonti realmente alternative.

Ben più grave inoltre è il sistema dei trasporti su gomma, che nel nostro paese supera l’assurda percentuale dell’80%. Sarebbe assurda se non fossimo in Italia, probabilmente.

Ogni giorno mi reco al lavoro ai Castelli Romani, praticando la via Nettunense con lo scooter. Oltre a essere la strada più pericolosa d’Italia è anche quotidianamente invasa da Tir di tutte le specie, di tutte le marche e di tutte le nazioni. Oltre a creare disagio assoluto per la viabilità, inquinano come non pochi. I prodotti di 50 Tir possono essere messi su di un treno merci, se quest’ultimi non costassero cari e fossero più capillari.

Possibile che dei camion della Dhollandia debbano venire da così lontano? Possibile che non ci sia un piano di trasporti europeo?